Ortopedia: lo specialista risponde

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Ortopedia: lo specialista risponde

2010 gen-feb1Interventi e anestesia

Che tipo di anestesia si utilizza per i principali interventi ortopedici?
Gabriella, Torino

Dipende dall’intervento. La maggior parte degli interventi ortopedici possono essere effettuati anche in anestesia loco-regionale. Per esempio, un intervento per tunnel carpale o per correzione di alluce valgo, o ancora un intervento artroscopico. Per la chirurgia protesica (ginocchio o anca) e la chirurgia vertebrale, generalmente viene richiesta una anestesia generale. É opportuno precisare che le tecniche anestesiologiche negli ultimi anni cono sempre più sicure e meno invasive.

Quanto durano?

Quanti anni dura una protesi di anca o di ginocchio?
Sara, Trento

2010 gen-feb2In realtà non esiste una durata di riferimento di una protesi. Certamente rispetto al passato, la tecnica protesica negli ultimi 10 anni ha fatto passi da gigante. Oggi, gli studi statistici ci informano che, grazie all’impiego di materiali sempre più adeguati, quali per esempio il titanio, la durata di una protesi è maggiore rispetto al passato. Ci sono, però, soggetti che manifestano un vero e proprio rigetto (per fortuna la percentuale rispetto a un tempo è sensibilmente minore). In questi casi si dovrà procedere all’immediata rimozione della protesi. A ogni buon modo, in base alle abitudini di vita del soggetto, la protesi può durare anche un’intera vita. Certamente, le persone in sovrappeso possono andare incontro a una maggiore usura e affaticabilità dei componenti protesici, richiedendo la necessità di una loro sostituzione.

Tanti tipi di scoliosi

Si sente parlare spesso di scoliosi strutturali e funzionali. Qual è la differenza?
Monica, Milano

Per scoliosi si intende una deviazione del rachide rispetto alla verticalità sul piano frontale. É una deformità assai frequente che predilige generalmente il sesso femminile. Ha inizio nella seconda infanzia o nell’adolescenza. Se non riconosciuta e adeguatamente trattata, può evolvere gradualmente assumendo anche carattere di gravità, con possibili complicazioni cardiorespiratorie. Occorre distinguere l’atteggiamento scoliotico, ovverosia la deviazione che si manifesta in conseguenza di un atteggiamento posturale non corretto, per esempio per una differenza di lunghezza degli arti inferiori (e queste sono le scoliosi funzionali), dalle scoliosi strutturali. Queste ultime possono avere una eziologia nota idiopatica, ovverosia una causa non conosciuta. Si parla di scoliosi strutturale quando la colonna risulta deformata in modo permanenete e non riducibile volontariamente. Trattasi di patologia caratterizzata da una certa evolutività, nel senso che la curvatura può progredire nel corso dell’accrescimento fino al raggiungimento della maturità scheletrica.

Quali le differenze?

Gentile dottor Giuseppe Basile, che differenza c’è tra ortopedico e fisiatra? Grazie di una gentile risposta.
Nicola, Como

Lo specialista ortopedico-traumatologo si occupa delle patologie muscolo-scheletriche e osteo-articolari, del loro inquadramento dal punto di vista diagnostico e dell’approntamento di un programma terapeutico (conservativo e/o chirurgico). Prevalentemente l’ortopedico-traumatologo è un chirurgo deputato alla risoluzione di patologie traumatiche (fratture, lussazioni, lesioni legamentose, lesioni meniscali eccetera) e no (ernie discali, patologie congenite quali il piede piatto, l’alluce valgo e tante altre). Lo specialista fisiatra, invece, si occupa di inquadrare il paziente dal punto di vista biomeccanico-funzionale, nell’intento di pianificare il necessario programma riabilitativo. A disposizione, cordiali saluti.

Disturbo di postura

Ho effettuato un esame per disturbi di postura. Il referto allegato alle radiografie recita così: “Ridotta la fisiologica trasparenza al livello dei seni frontali. Ipertrofia delle parti molli delle cavità nasali. Accentuazione della cifosi del rachide dorsale con riduzione della lordosi in sede  cervicale e lombare. Note atrosiche iniziali si apprezzano esclusivamente a carico del tratto dorsale del rachide con spazi intersomatici conservati. Tono calcico ridotto”. Tutto questo che vuol dire?
Antonella, Potenza

Quanto da lei riportato dimostra che la Sua colonna vertebrale presenta iniziali manifestazioni artrosiche. Nulla di strano e del tutto fisiologico qualora Lei avesse un’età superiore ai 40. Certamente la riduzione delle fisiologiche lordosi cervicale e lombare denota chiaramente un disturbo posturale per il quale le suggerirei di consultare uno specialista ortopedico e ancora meglio fisiatra che sicuramente definirà il protocollo terapeutico più adeguato, sicuramente un trattamento riabilitativo assistito da fisioterapista (ginnastica di riprogrammazione proprioricettiva, ginnastica posturale, stretching su Pancafit, ginnastica diaframmatica).

Mani… addormentate

Ho 53 anni e sono in menopausa da più di 20 spontaneamente. Faccio ginnastica e ballo, sono molto attiva e il mio problema è che di notte mi sveglio sovente, perché a turno mi si addormentano o una o l’altra mano e ho bisogno di muoverle per “svegliarle”. Cosa devoi fare e a chi rivolgermi?
Marina, Mantova

Gentile Signora, il primo esame da prendere in considerazione è una elettromiografia degli arti superiori. É altamente probabile che si tratti della sindrome del tunnel carpale. Se lo ritiene opportuno, mi scriva di nuovo quando avrà l’esito degli esami. Intanto le porgo i miei più cari saluti.

Suono e ho un problema al braccio

Sono uno studente di pianoforte e organo. Da circa due mesi soffro di un dolore al braccio destro abbstanza fastidioso. Non ho un punto fisso, ma diciamo che il dolore “emigra” dal polso a varie parti dell’avambraccio. Avendo paura, per il mio mestiere, che sia una tendinite, ho fatto varie visite: da un ortopedico e un reumatologo mi ha consigliato di fare un’ecografia (che non ha mostrato problemi) e la risonanza alla cervicale (che ha mostrato due piccole ernie che non interessano però i nervi); per questo il reumatologo mi ha consigliato di effettuare una elettromiografia, che non ha dato nessun problema. Quindi mi hanno consigliato di fare un po’ di palestra per rinforzarei muscoli di collo e schiena, visto che secondo loro non può essere nessuna patologia, ma solo un po’ di “pressione” muscolare che dalla cervicale arriva fino al braccio. Quindi mi hanno detto di non preoccuparmi che passerà senza problemi. Dopo aver iniziato a fare palestra, per 25 giorni sono stato molto bene, ma adesso, da circa una settimana, in concomitanza con il periodo molto umido, risento alcuni dolori. Quindi vorrei chiedere se posso stare tranquillo per gli esami che ho fatto che non può essere una tendinite, oppure se devo fare altri accertamenti. Grazie mille.
Angelo, Brescia

Gentile lettore, la negatività degli esami specialistici da Lei effettuati mi lascia abbstanza tranquillo. A mio avviso è altamente probabile che si tratti di entesopatie, ovversia patologie su base infiammatoria, magari determinate da una alterazione posturale, nella fattispecie a un incongruo atteggiamento assunto nel corso della pratica musicale. Provi a consultare un fisiatra e farle programmare un percorso riabilitativo (ginnastica posturale globale, stretching su Pancafit con particolare impegno dei distretti mio-tendinei e articolari sollecitati, potenziamento della muscolatura eccetera). Mi faccia sapere poi com’è andata (sono un ex musicista anch’io). Un caro e sincero saluto.

Vero Salute, Gennaio 2010

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