Materasso: è l’ora di cambiarlo?

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Materasso: è l’ora di cambiarlo?

Distendersi, rilassarsi, ritemprarsi… In una sola parola: dormire. Ma dormire bene! perché per un sonno ristoratore non basta chiudere gli occhi. Occorrono un buon letto, un buon cuscino e, soprattutto, un buon materasso. É da questo “supporto dei sogni”, infatti, che dipende in buona parte la qualità del sonno. Sulla stretta relazione tra riposo e materasso sono stai fatti numerosi studi. Tra i più recenti, quello condotto dal Centro ospedaliero di Montpellier ha permesso di appurare che dormendo su un materasso nuovo la durata del sonno rigenerante aumenta in media di cinquantatre minuti, che ci si addormenta circa venti minuti prima e che i risvegli notturni si riducono per durata e frequenza. Inoltre, uno studio condotto presso l’Oklahoma State University, dai dottori Bred Jacobson, Tia Fallace e Hugh Gemmell, ha dimostrato come dormire su un materasso nuovo rispetto a uno vecchio di almeno cinque anni migliora la qualità del sonno del 62 per cento e riduce del 55 per cento il mal di schiena. «Quando si dorme è importante che la colonna vertebrale mantenga la curvatura naturale», dice il professor Giuseppe Basile, specialista in ortopedia e traumatologia, docente presso l’Università di Ferrara. «se, invece, viene costretta ad assumere una posizione non fisiologicamente corretta si crea una costante tensione muscolare. I muscoli della schiena, del collo e delle braccia si ritrovano così a “lavorare” continuamente, anche durante il sonno, per compensare le posture scorrette». Aggiunge Marco Testa. fisioterapista di Alassio, coordinatore del master di riabilitazione dei disordini muscoloscheletrici dell’Università di Genova: «Durante la notte la circolazione sanguigna rallenta e la temperatura corporea si abbassa. Diventa perciò fondamentale evitare che il materasso sia troppo rigido. Altrimenti il corpo, per cercare maggiore “accoglienza”, sarà indotto a esercitare sulla sua superficie delle piccole pressioni che rallentano ulteriormente la circolazione. Il materasso deve inoltre garantire un’adeguata traspirazione. Ogni notte, infatti, il nostro corpo rilascia un terzo di litro di liquidi in sudore».

La prova della mano
Ogni persona ha i suoi gusti in fatto di comfort e di morbidezza-rigidità di un materasso. C’è chi ama dormire sul “duro” e chi preferisce sentire il corpo avvolto da un caldo abbraccio. per questa ragione, ogni proddot va provato prima dell’acquisto stendendosi sopra. «In un punto-vendita la “prova riposo” sarà breve, ma comunque sufficiente per fare dei confronti e farsi un’idea abbastanza precisa sul modello da scegliere», afferma Luigi Bandini Buti, architetto ergonomo. «Una prova empirica consiste nel far passare la propria mano fra il corpo steso e il materasso. Se passa con difficoltà è troppo morbido. Se passa, invece, con grande facilità, è troppo duro». All’atto dell’acquisto, è bene anche leggere con attenzione l’etichetta informativa: spiega come il materasso è stato prodotto, quanti sono gli strati interni e l’eventuale numero di molle (apri le immagini per guardare quali sono i modelli migliori).

Rigiralo spesso
Nei primi tre mesi dalla data di acquisto, il materasso va girato testa-piedi e sopra-sotto almeno due volte al mese. Serve a riequilibrare i volumi e a ottenere un assestamento uniforme di ogni suo punto. Pressione e sollecitazioni che subisce variano, infatti, in base al peso delle diverse zone corporeee. Chi ha dei bambini piccoli, dovrebbe inoltre cercare di “proteggere” il nuovo acquisto, evitando che ci saltino sopra per non danneggiare gli strati interni. per lo stesso motivo, non bisogna mai cercare di piegarlo o arrotolarlo. E per quanto riguarda la pulizia? Non usare mai acqua o vapore: l’umidità che penetra negli starti interni potrebbe favorire il proliferare degli acari. L’importante è far “respirare” il materasso assicurandone una quotidiana e benefica ventilazione.
Quello di lana, va periodicamente esposto al sole e sbattuto con il classico battipanni. Mentre per gli altri basta farliprendere aria ogni mattina per venti minuti, a finestra aperte e senza lenzuola, così da eliminare bene gli aloni di umidità. Infine, occorre ricordarsi che il materasso va cambiato ogni cinque-sette anni, anche se di ottima qualità. Col passare del tempo molle e materiali tendono a “imbarcarsi” e, per l’igiene, non c’è sole che tenga.

Starbene, Aprile 2014

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