L’intervento: Tatuaggio killer, ora le regole per il settore

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L’intervento: Tatuaggio killer, ora le regole per il settore

Basile-Articolo-TatuaggioSarà l’autopsia a stabilire con chiarezza le cause della morte di Francesca. Anche se tutto sembra convergere verso l’ipotesi di una infezione massiva acuta. Ora, il fatto che il medico della San Giuseppe, dove la ragazza si è recata, avesse in qualche modo riscontrato serie alterazioni degli esami ematochimici, ci deve far pensare a qualcosa di importante, anche dal punto di vista medico legale.
La pratica della infissione del tatuaggio sulla pelle non può essere in alcun modo eseguita liberamente, senza il rispetto di quella profilassi, quantomeno generale ed elementare, che deve assimilarla ad un atto medico. Mi spiego meglio. Incidendo un disegno sulla pelle della persona, il tatuatore non fa altro che seguire una sorta di intervento chirurgico. Con aghi e strumenti ben sottili. La pelle subisce una vera e propria cruentazione, ossia, una aggressione chirurgica.
A questo punto risulta fondamentale che d’ora in poi si attuino delle regole un po’ più rigide. Possiamo paragonare la pratica del tatuaggio a un sovvertimento dei tessuti cutanei, la cui reazione biologica soggettiva non è sempre prevedibile.
Detto ciò, è dunque di fondamentale importanza che la pratica del tatuaggio venga effettuata solo previa raccolta dell’anamnesi del soggetto interessato. Noi non sappiamo se Francesca avesse avuto nella sua vita delle patologie, un diabete per esempio. Conoscere questi dati è fondamentale.
È ovvio che il tatuatore, non essendo medico, non può raccogliere questa anamnesi.
D’ora in poi, chiunque voglia farsi un tatuaggio si rivolga al proprio medico di base, per farsi rilasciare un accurato certificato anamnesico. Se io, per esempio, ho delle patologie genetiche non sintomatiche, è del tutto probabile che, per un meccanismo a cascata,, che darà avvio a un processo settico. A un’infezione, che partirà come locale, ma andrà a diffondersi a livello generale, con esiti imprevedibili.
Infine che iesegue tatuaggi dovrebbe non solo aver fatto dei corsi, ma dimostrare di essere in regola con i requisiti minimi di sterilità e disinfezione dei locali e degli strumenti previsti dalla Asl, proprio come in una sala operatoria.

Il Giorno, 22 Aprile 2013

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