L’intervento: il piccone assassino di Mada Kabobo

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L’intervento: il piccone assassino di Mada Kabobo

Basile-articolo-MadaKaboboAlle radici dell’orrore

Siamo in tutta evidenza di fronte al gesto di un folle. Un gesto di estrema gravità, compiuto da un soggetto con presumibili disturbi di natura psichiatrica. Oltretutto un personaggio noto alle forze dell’ordine per precedenti penali. Mi si consenta però una considerazione preliminare, avvulsa dal contesto della follia omicida. In una società civile come la nostra, il fatto che l’omicida fosse di colore non deve spingerci ad associare gli extracomunitari a delinquenti. Il marcio c’è ovunque. Ciò premesso, dietro il gesto disperato, a sfondo gravemente delinquenziale, al momento non si può certo escludere ogni possibile causa: tra le altre, la clandestinità, la mancanza di una dimora, la fame, l’indifferenza della gente (da non confondere con la paura). Ma quando un individuo arriva a compiere un tale gesto è altamente probabile che vi sia alla base un turbamento psicologico di tipo maniacale, a sfondo delinquenziale: la necessità di ledere, in segno di protesta, uno stato di angoscia e di prostrazione insita nel proprio vissuto caratteriale, non imputabili a una temporanea reattività dell’individuo. In parole meno tecniche, si intravede un indubbio habitus costituzionale di tipo criminale, da non confondere però con il disperato gesto di uno squilibrato. La disperazione, insomma, in un soggetto di provenienza criminale. Non sappiamo al momento, e forse non sapremo mai, quali siano state le cause che abbiano suscitato nell’extracomunitario la grave rabbia che lo ha portato a compiere non un semplice gesto delittuoso, isolato, ma a coinvolgente più persone in una strage. Come se volesse «associare» il suo nome ad un grave evento delittuoso.

Il Giorno, 12 Maggio 2013

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